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		<title>Fardella</title>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 18:03:42 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Prima del 1683, questo piccolo borgo non esisteva, fu il <a href="http://www.lucania.net/place/fardella/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima del 1683, questo piccolo borgo non esisteva, fu il perito M. Urso incaricato di apprezzare il castello ed il territorio della vicina Teana del marchese Missanello. Nel 1690 (o 93), come si rileva da un manoscritto della famiglia De Salvo, i cittadini teanesi non potendo più sopportare le crudeli vessazioni del marchese Missanello (gli anziani parlano anche dello ius primae noctis) si rifugiarono nelle vicine terre del Principe di Bisignano, Carlo Maria Sanseverino, XIII conte di Chiaromonte.Qui si fermarono sotto la protezione del principe e fondarono il borgo che chiamarono Fardella in ricordo della moglie del principe: Anna Maria Fardella, nobile trapanese.<br />
Fardella è un paese recente, con appena 300 anni di vita, eppure il suo territorio svela una presenza umana da tempi antichissimi. Un&#8217; antropizzazione della zona è testimoniata dal ritrovamento, negli anni scorsi, in contrada Cozzocanino, di parte di una necropoli risalente al VI secolo a. C. caratterizzata dal rituale funerario dell&#8217;inumazione supina, tipico del mondo enotrio dell&#8217; entro terra, con un corredo costituito da forme vascolari ad impasto grezzo.<br />
Nel centro storico del paese è possibile ammirare il palazzo cinquecentesco della famiglia De Salvo e la chiesa Madre del 1703 dedicata a Sant&#8217;Antonio di Padova, protettore del paese.<br />
Fardella sorge in una vallata nel territorio del Parco Nazionale del Pollino.</p>
<p>&nbsp;<br />
INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 133<br />
Km da Matera:111<br />
Altitudine: mt 745 slm<br />
Popolazione Residente 653 (M 326, F 327)<br />
Densità per Kmq: 23,9<br />
Superficie: 27,28 Kmq<br />
CAP: 85034<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076031<br />
Codice Catastale D497<br />
Denominazione Abitanti: fardellesi<br />
Santo Patrono: Sant&#8217;Antonio da Padova<br />
Festa Patronale: 13 giugno</p>
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		<title>Episcopia</title>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 17:41:09 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Episcopia fu un possedimento normanno dei Guiscardo ed il castello, <a href="http://www.lucania.net/place/episcopia/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Episcopia fu un possedimento normanno dei Guiscardo ed il castello, che la sovrasta, sorse intorno all&#8217;anno 1090. Nel 1137 Ruggero il Normanno affidò la baronia di Episcopia a Jacopo della Roma; durante il regno di Federico II di Svevia, il feudo fu unito ai possedimenti di don Ruggero Battaglia. C&#8217;è un periodo di oscurità durante il regno angioino e solo alla fine del 1300 troviamo il casale affidato alla potente famiglia Sanseverino, ad un certo Fabrizio, nobile di corte vicino ai reali di Napoli.<br />
In pieno centro abitato sorge il castello che è come l&#8217;acropoli di Episcopia. E&#8217; un vasto fabbricato variamente articolato, la cui originaria costruzione si potrebbe far risalire all&#8217;epoca longobarda. Utilizzato fin dall&#8217;origine come fortezza, fu successivamente adattato alle esigenze dei vari dominatori, che nei secoli successivi si sono susseguiti (saraceni, bizantini, normanni, svevi, angioini), i quali hanno ampliato, modificato e riutilizzato le precedenti strutture.<br />
Un complesso di indiscutibile valore storico ed artistico è costituito dal convento e dalla chiesa di S. Antonio, prima S. Maria dei Lauretani. La costruzione, situata su un pendio che domina la valle del Sinni, è ubicata all&#8217;estremità del paese ed era munita di fortificazioni. Fu eretta presumibilmente nella seconda metà del 1500, se nel 1601 era già sede dei frati minori osservanti. Molto interessante è la chiesa Madre, il cui interno è caratterizzato da una serie di nicchie in cui sono conservate alcune statue, tra cui quella della Madonna del Piano e la statua di San Nicola, protettore del paese.<br />
Episcopia è situato nella parte più verde e suggestiva della Basilicata, all&#8217;interno del Parco Nazionale del Pollino, che si estende per 190.000 ettari ed è popolato da innumerevoli specie vegetali ed animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 121<br />
Km da Matera:116<br />
Altitudine: mt 530 slm<br />
Popolazione Residente 1.488 (M 755, F 733)<br />
Densità per Kmq: 51,8<br />
Superficie: 28,73 Kmq<br />
CAP: 85033<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076030<br />
Codice Catastale D414<br />
Denominazione Abitanti: episcopiosi<br />
Santo Patrono: San Nicola<br />
Festa Patronale: seconda domenica di maggio</p>
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		<title>Corleto Perticara</title>
		<link>http://www.lucania.net/it/place/corleto-perticara/</link>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 17:29:52 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le origini del paese risalgono al XII secolo. Dal registro <a href="http://www.lucania.net/place/corleto-perticara/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le origini del paese risalgono al XII secolo. Dal registro normanno dei baroni, del sec. XII, si apprende che Corleto era un luogo già abbastanza popolato. Esso si è formato attorno al vecchio castello feudale e le sue case erano poste in maniera tale da coprirlo e difenderlo da eventuali incursioni esterne. Appartenne come feudo alla famiglia Riario, e durante il periodo di dominio borbonico fu un attivo centro liberale.<br />
Molto particolare all&#8217;interno del paese è la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta del 1600, di cui si ammira un campanile a due piani, con cupola in stile arabo.<br />
Dell&#8217;antico castello feudale è possibile ammirare solo alcune arcate, sulle quali è stato costruito il palazzo degli Uffici che si affaccia su Piazza Plebiscito, detta il &#8220;fosso&#8221; perchè l&#8217;attuale luogo non era altro che il fossato che circondava il castello.<br />
In Località Serra d&#8217;Eboli sono venuti alla luce i resti di un insediamento dell&#8217;VIII-IV secolo a. C</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 60<br />
Km da Matera:101<br />
Altitudine: mt 750 slm<br />
Popolazione Residente 2.628 (M 1.283, F 1.345)<br />
Densità per Kmq:29,5<br />
Superficie: 88,98 Kmq<br />
CAP: 85012<br />
Prefisso Telefonico: 0971<br />
Codice Istat 076029<br />
Codice Catastale D010<br />
Denominazione Abitanti: corletani<br />
Santo Patrono: Sant&#8217;Antonio da Padova<br />
Festa Patronale: 13 giugno</p>
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		<title>Chiaromonte</title>
		<link>http://www.lucania.net/it/place/chiaromonte/</link>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 16:31:15 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L&#8217;impianto del centro odierno va fatto risalire alla prima età <a href="http://www.lucania.net/place/chiaromonte/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impianto del centro odierno va fatto risalire alla prima età medioevale; esso infatti doveva possedere già una certa consistenza allorché nel XII sec. divenne feudo di Roberto il Normanno assumendo come sede di contea quel preminente ruolo politico-amministrativo che gli fu proprio anche nei secoli successivi. Nel corso del medioevo il borgo assunse le caratteristiche di terra murata tramite la trasformazione dell&#8217;antica roccaforte in vero e proprio castello e la costruzione della potente cinta muraria dotata di tre porte che racchiudeva un alto numero di abitanti.<br />
Caratteristica storico-culturale del paese è la presenza di molti palazzi gentilizi quali palazzo Dolcetti, palazzo Lauria, palazzo Donadio e palazzo Di Giura.<br />
Molto interessante è la chiesa di San Giovanni (XII-XIII sec.), che conserva all&#8217;interno alcune bellissime sculture lignee.<br />
Non lontano dall&#8217;abitato vi era l&#8217;abbazia cistercense di Santa Maria del Saggittario, costruita nel XII sec. e soppressa all&#8217;inizio del secolo scorso.<br />
Da visitare il Centro Visite del Parco Nazionale del Pollino &#8220;Mons. A. Vozzi&#8221;. Il centro, gestito dalla coop. Eco Ambiente in collaborazione con il WWF-Italia, è dotato di biblioteca, sala di storia naturale e centro di documentazione. Attualmente ospita la mostra permanente &#8220;Evidenze archeologiche nella Media Valle del Sinni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 139<br />
Km da Matera:105<br />
Altitudine: mt 794 slm<br />
Popolazione Residente 2.015 (M 978, F 1.037)<br />
Densità per Kmq:28,5<br />
Superficie: 70,58 Kmq<br />
CAP: 85032<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076028<br />
Codice Catastale C619<br />
Denominazione Abitanti: chiaromontesi<br />
Santo Patrono: San Giovanni</p>
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		<title>Cersosimo</title>
		<link>http://www.lucania.net/it/place/cersosimo/</link>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 16:19:34 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le origini di Cersosimo sono antiche. Pare che il suo <a href="http://www.lucania.net/place/cersosimo/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le origini di Cersosimo sono antiche. Pare che il suo sito sia stato abitato già dal IV secolo a. c., così come sembrano dimostrare le campagne di scavo condotte in località Monte Castello, dove ancora oggi si possono ammirare resti di mura pelasgiche. Prime notizie certe dell&#8217; attuale abitato si hanno a partire dall&#8217;anno Mille.<br />
Scarse e poco rilevanti sono le notizie relative al periodo alto medievale, quando il paese divenne casale agricolo grazie all&#8217;insediamento di monaci basiliani. Poi, nel XVI secolo, si trasformò in borgo rurale come conseguenza della politica adottata dal feudo di Noia. Appartenne ai Sanseverino.<br />
L&#8217;impianto urbanistico e architettonico rispecchia la tipica impronta a scacchiera medievale, anche se alcuni rifacimenti furono apportati nel XVI secolo dalla famiglia Pignàtelli.<br />
Cersosimo si presenta con un centro storico molto caratteristico, con un sottopassaggio in via Pitagora e tanti vicoletti che conducono alla piazza centrale dove sorge la chiesa madre. Facendo un giro nel paese è possibile vedere i numerosi portali in pietra scolpita e i portoni in legno intagliato dei palazzi signorili.<br />
Il nucleo centrale si sviluppa intorno alla chiesa ed è costituito da abitazioni semplici, realizzate con materiali poveri. La struttura vi aria è composta da strade strette.<br />
Di notevole fattura sono la chiesa parrocchiale risalente al XV-XVI sec., alcuni resti della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e i portali litici di palazzi nobiliari tra cui spicca Palazzo Valicenti.<br />
La strategica posizione di Cersosimo permette di godere delle bellezze naturali sia del Parco Nazionale del Pollino, ricco di boschi misti di faggio e pini, dove il protagonista indiscusso è il Pino Loricato, sia della magnifica costa ionica calabrese e lucana.<br />
Le numerose escursioni permettono di visitare i boschi circostanti, i torrenti Lappio e Fiumarella, la sorgente Monaca arricchita dalla presenza di acqua sulfurea, le fontane del Crapio, Filici, Mancosa e Zezo.<br />
INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 145<br />
Km da Matera:98<br />
Altitudine: mt 560 slm<br />
Popolazione Residente 734 (M 362, F 372)<br />
Densità per Kmq:29,8<br />
Superficie: 24,65 Kmq<br />
CAP: 85030<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076027<br />
Codice Catastale C539<br />
Denominazione Abitanti: cersosimesi<br />
Santo Patrono: Madonna di Costantinopoli<br />
Festa Patronale: 16 maggio</p>
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		<title>Castronuovo di Sant&#8217;Andrea</title>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 16:02:03 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le origini del paese risalgono intorno al VII-V secolo a. <a href="http://www.lucania.net/place/castronuovo-di-santandrea/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le origini del paese risalgono intorno al VII-V secolo a. c., quando Castronuovo risulta essere uno dei numerosi centri indigeni del retroterra sirita. Le popolazioni locali, enotrie prima e lucane, a partire dal V-VI secolo a.c. furono fortemente ellenizzate, ma conservavano intatte l&#8217;organizzazione sociale a carattere tribale.Dopo la conquista normanna, il paese fu parte integrante della contea dei Chiaromonte che dominavano l&#8217;intera bassa valle del Sinni. Nel 1230 il feudo passò a Giacomo Sanseverino coniuge di Margherita, ultima discendente dei Chiaromonte. Ai Sanseverino si deve 1&#8242;ampliamento del castello. A partire dal 1496 il feudo fu in mano di un suffeudatario, Baldassare Pappacoda, e poi dei fratelli Lopez, dei Castrocucco e del duca Carlo Missanelli. Nel 1601 Carlo Appella acquistò il castello e la terra di Castronuovo, su feudo del principe di Bisignano. Il castello man mano perse la sua originaria funzione difensiva, per diventare residenza urbana del feudatario.<br />
Nel tessuto urbano del paese sono evidenti le trasformazioni settecentesche e ottocentesche sovrapposte alla struttura medioevale.Per aver dato i natali a Sant&#8217;Andrea Avellino, il borgo ha assunto la denominazione di “Sant’Andrea” nel 1863.<br />
Nel centro storico permane l&#8217;impianto tipico medioevale, con stradine strette e viuzze ripide lungo le quali si aprono file di archi.Passeggiando per queste è possibile ammirare le chiese e i bei portali in pietra risalenti al XV-XVI secolo dei palazzi gentilizi.<br />
Interessante la chiesa madre di Santa Maria delle Nevi, risalente al XVIII-XIX secolo, ma si presume che sia stata edificata sul preesistente edificio della chiesa di San Nicola (XIV-XV secolo). L&#8217;esterno presenta un portale in marmo con trabeazione aggettante decorata, sovrastata da una nicchia contenente una statuina in marmo bianco della Madonna.Molto bella sotto il profilo artistico è la cappella di Sant&#8217;Andrea costruita sul luogo in cui sorgeva la casa natale del Santo.Nella zona di Battifarano, durante alcune campagne di scavo, è venuta alla luce una necropoli ricca di tombe contenenti suppellettili in ceramica, bronzo e terracotte figurate.<br />
Castronuovo di Sant&#8217;Andrea è circondato da una natura incontaminata che costituisce una grande ricchezza per il paese. Il tipo di turismo consigliato è quello escursionistico. Il territorio è noto per i castagneti, per le querce secolari e per i funghi. Passeggiare nei boschi regala serenità e permette di entrare in contatto con una natura ancora vergine, dove sono palesi i segni della cultura agro-pastorale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<br />
INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 100<br />
Km da Matera:97<br />
Altitudine: mt 650 slm<br />
Popolazione Residente 1.189 (M 552, F 637)<br />
Densità per Kmq: 25,3<br />
Superficie: 46,93 Kmq<br />
CAP: 85030<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076026<br />
Codice Catastale C345<br />
Denominazione Abitanti: castonovesi<br />
Santo Patrono: Sant&#8217;Andrea Avellino<br />
Festa Patronale: terza domenica di maggio</p>
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		<title>Castelsaraceno</title>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 15:32:27 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Distrutto nel 1044 dal terremoto della sera del giovedì santo, <a href="http://www.lucania.net/place/castelsaraceno/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Distrutto nel 1044 dal terremoto della sera del giovedì santo, spopolato ed abbandonato dai Normanni, passò sotto la signoria dei Mango, proprietari di S.Chirico Raparo, i quali nel 1086 lo donarono con il territorio e i vassalli agli Abati della Badia di S. Michele Arcangelo. Il paese rimase alle dipendenze degli Abati fino al XV secolo; poi passò ai Sanseverino, che nel 1500 iniziarono la costruzione del palazzo baronale e della chiesa, al duca Rovito, ai D’Amato, al barone Lepore di Molfetta ed infine ai Picinni.<br />
Castelsaraceno, di struttura tipicamente medievale, è circondato da folti boschi e da una piccola montagna detta &#8220;Castel Veglia&#8221;.<br />
L&#8217;antico centro abitato di origine saracena conserva ancora costruzioni in pietra e mattoni rossi, altrettanto caratteristici sono i vicoli e le stradine del piccolo centro.<br />
Per poter ammirare il borgo saraceno basta percorrere a piedi il rione più alto del paese, dal quale si nota come il borgo sembra staccarsi dal resto dell&#8217; abitato.La rocca, in posizione dominante rispetto al borgo, si sviluppa sui costoni rocciosi più alti, dove vi era almeno una torre cilindrica a difesa. Questo meraviglioso complesso, costruito dai Saraceni nel X secolo e ricostruito tra l&#8217;XI e il XII secolo, purtroppo oggi è abbandonato a se stesso o alla buona cura dei residenti.<br />
La Chiesa parrocchiale dello Spirito Santo (Matrice),costruita nel 1542 dalla famiglia Sanseverino, rappresenta l&#8217;edificio religioso più interessante dell&#8217;intero abitato,conserva un trittico del pittore D’Amato, vissuto nel 1500 e rappresentante della scuola napoletana del Raffaello. Il Palazzo Baronale è l&#8217;edificio civile più importante di Castelsaraceno, che domina la piazza principale. Costruito nei primi decenni del XVI secolo dai Sanseverino, ospitò in seguito altri feudatari che lo hanno sempre rimaneggiato, alterando la sua originaria struttura. Soltanto il grande portale bugnato è rimasto ben conservato. Sovrastato da uno stemma gentilizio, immette in un ampio cortile interno.I boschi rappresentano senza dubbio l&#8217;attrattiva principale di Castelsaraceno. Da segnalare il bosco Favino, Fieghi-Cerreto e quello del Coccaro, mete predilette dei molti turisti amanti della natura e dei paesaggi incontaminati che questo territorio offre, assieme all&#8217;enorme patrimonio faunistico.<br />
Castelsaraceno fa parte del Parco Nazionale del Pollino.</p>
<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 121<br />
Km da Matera:119<br />
Altitudine: mt 960 slm<br />
Popolazione Residente 1.497 (M 729, F 768)<br />
Densità per Kmq: 20,2<br />
Superficie: 74,18 Kmq<br />
CAP: 85031<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076025<br />
Codice Catastale C271<br />
Denominazione Abitanti: castellani<br />
Santo Patrono: Sant&#8217;Antonio da Padova<br />
Festa Patronale: 19 giugno</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Castelmezzano</title>
		<link>http://www.lucania.net/it/place/castelmezzano/</link>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 15:18:05 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sorge a 900 m s.l.m. nel cuore delle Dolomiti Lucane <a href="http://www.lucania.net/place/castelmezzano/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorge a 900 m s.l.m. nel cuore delle Dolomiti Lucane poco distante dal Parco Naturale di Gallipoli Cognato- Piccole Dolomiti Lucane.<br />
Le origini di Castelmezzano sono datate circa tra il VI ed il V secolo a.C. L&#8217;antico centro fu una potente roccaforte Longobarda.<br />
Nel 2007, la rivista americana &#8220;Budget Travel&#8221; definì Castelmezzano la migliore località del pianeta tra quelle di cui non si è mai sentito parlare, assieme a Caraiva (Brasile), Estacada (USA), Irgalem (Etiopia), Puerto Angel (Messico), la regione dello Jura (Francia), Jomsom (Nepal) e Sangkhlaburi (Thailandia). Inoltre è uno dei 196 comuni italiani ad essere preso in considerazione dal Club &#8220;I borghi più belli d&#8217;Italia&#8221;, che ha incluso in questa categoria altri comuni della Basilicata come Venosa, Acerenza, Pietrapertosa e Guardia Perticara.<br />
Il territorio è ideale per escursioni attraverso paesaggi di suggestiva bellezza.<br />
Famosa per il Volo dell&#8217;Angelo, dedicato soprattutto al pubblico giovanile, si svolge nel periodo estivo (tra giugno e settembre) e sta avendo una grande risonanza mediatica in tutta Italia. Legati da un&#8217;apposita imbracatura ed agganciati ad un robusto cavo d&#8217;acciaio, si parte sospesi in aria da Castelmezzano per arrivare a Pietrapertosa ad una velocità di circa 120 km/h e lo stesso procedimento si ripete per tornare da dove si è partiti. Nel lasso di tempo si ha la possibilità di osservare il suggestivo panorama delle Dolomiti lucane ad un&#8217;altezza di circa 1000 metri. Arrivati ai due borghi, si ha l&#8217;occasione di girare tra le abitazioni, di fare escursioni storico-naturalistiche, di degustare i prodotti locali e di godersi al meglio il panorama.<br />
Di pregio artistico le chiese,interessante è la chiesa Madre (XIII sec.), nel cui interno è custodita la stupenda statua lignea della Madonna col Bambino, detta &#8220;Madonna dell&#8217;Olmo&#8221; del XIV sec..<br />
Molto bella è anche la Cappella della Madonna delle Grazie, che conserva al suo interno un bellissimo altare in stile barocco.</p>
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<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 40<br />
Km da Matera: 75<br />
Altitudine: mt 900 slm<br />
Popolazione Residente 861 (M 423, F 438)<br />
Densità per Kmq: 25,6<br />
Superficie: 33,61 Kmq<br />
CAP:85010<br />
Prefisso Telefonico:0971<br />
Codice Istat 076024<br />
Codice Catastale C209<br />
Denominazione Abitanti: castelmezzanesi<br />
Santo Patrono: San Rocco<br />
Festa Patronale: 19 agosto</p>
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		<title>Castelluccio Superiore</title>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 14:53:53 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Castelluccio sarebbe sorto, sia sui resti della &#8220;Tebe Lucana&#8221;, costruita dall&#8217;antica popolazione italica degli Osci; e sia sulle rovine della antica città presannita e romana Nerulum.<br />
La denominazione di Castelluccio nasce in seguito alla costruzione del castello da parte dei Sanseverino e controllato dal capitano lucano di nome Lucio. Da qui il nome Castel di Lucio e successivamente l&#8217;odierno nome di Castelluccio. Oggi è possibile ritrovare solo alcuni ruderi della struttura difensiva, ma alcune aree, come quella di Porta Castello, ne ricordano la presenza.<br />
Il centro storico Arroccato su un contrafforte che lo proietta nella sottostante Valle del Mercure venne costruito tramite la tecnica dell&#8217;incastellamento medievale. La sua posizione geografica ed i caratteristici vicoli ne fanno un luogo d&#8217;interesse. Nel passato costituiva il nucleo nevralgico delle attività, oggi soffre a causa del suo spopolamento fattore che per certi aspetti lo rende seducente.<br />
Nel paese, interessante è la chiesa parrocchiale di San Nicola del XII sec., che conserva un altare marmoreo e una porta lignea con due ante del XVII sec..<br />
Molto bella è la chiesa gotica di Santa Margherita, protettrice del paese, la cui costruzione è databile attorno alla fine del 1500 e che conserva al suo interno un coro ligneo e un altare in marmo policromo del XVII sec..<br />
Non molto lontano dal centro abitato presso il monte Zaccana, si può visitare il Santuario Madonna del Soccorso del XVII sec.<br />
Il luogo turistico maggiormente conosciuto di Castellucio è il Bosco Difesa, situato a circa 2 km dal centro abitato ad una altezza di 795 metri s.l.m., ne condivide la proprietà demaniale con il comune di Castelluccio Inferiore. Costituito da cerri ad alto fusto, ospita molteplici specie botaniche, tra cui i crochi e vari esemplari autoctone di orchidee.Non è raro avvistare tra gli ungulati il cinghiale; tra i mammiferi lepre e volpe; tra i mustelidi donnole, faine e puzzole; e fra i volatili la poiana e nibbio reale. A 1100 metri s.l.m. ai piedi del Monte Zàccana nasce il torrente Peschiera l&#8217;area naturalistica più preziosa di Castelluccio, si estende per 17 km termina la sua corsa sfociando nelle acque del torrente Frido. Oltre il territorio di Castelluccio, attraversa i comuni di Latronico, Viggianello e San Severino Lucano.<br />
Castelluccio Superiore è compreso nel Parco Nazionale del Pollino.</p>
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<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 83<br />
Km da Matera: 134<br />
Altitudine: mt 750 slm<br />
Popolazione Residente 874 (M 422, F 452)<br />
Densità per Kmq: 27,1<br />
Superficie: 32,28 Kmq<br />
CAP: 85040<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076023<br />
Codice Catastale C201<br />
Denominazione Abitanti: caselluccesi<br />
Santo Patrono: Santa Margherita<br />
Festa Patronale: 20 luglio</p>
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		<title>Castelluccio Inferiore</title>
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		<pubdate>Fri, 18 May 2012 14:23:28 +0000</pubdate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Originatosi, come Castelluccio Superiore, dalla distruzione di Nerulum (le cui <a href="http://www.lucania.net/place/castelluccio-inferiore/"  class="read_more">Read more</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Originatosi, come Castelluccio Superiore, dalla distruzione di Nerulum (le cui rovine giaciono a pochi chilometri dal paese), nel Medioevo appartenne all&#8217;Ammiraglio Ruggero di Lauria, alla cui morte i suoi feudi furono divisi tra la famiglia Sanseverino; Castelluccio, in senso complessivo, passò sotto il dominio dei Sanseverino che ne furono i feudatari fino alla metà del Cinquecento. In seguito fu feudo dei Baroni Cicinelli- Napolitano e Palmieri, dopo di che passò, nel 1570, ai Pescara Di Diano, fino alla fine della feudalità, 1806. Nel 1813 ottenne l&#8217;indipendenza amministrativa da Castelluccio Superiore.<br />
Molto bella è la chiesa madre di San Nicola, di arte barocca e costruita su una vecchia struttura medievale, nel cui interno sono conservati un coro ligneo, una fonte battesimale ed altre opere lignee.<br />
Costruita nel XVII sec. la chiesa di Santa Maria delle Grazie conserva all&#8217;interno una statua della Madonna del 1612 ed alcune tele di scuola napoletana del XVII sec.<br />
Il paese, facente parte del Parco Nazionale del Pollino, è circondato da un territorio ricco di vegetazione dove, oltre ad effettuare escursioni guidate, è possibile organizzare interessanti passeggiate nel bosco.</p>
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<p>INFO:</p>
<p>Km da Potenza: 118<br />
Km da Matera: 135<br />
Altitudine: mt 495 slm<br />
Popolazione Residente 2.175 (M 1.051, F 1.124)<br />
Densità per Kmq: 75,5<br />
Superficie: 28,81 Kmq<br />
CAP: 85040<br />
Prefisso Telefonico: 0973<br />
Codice Istat 076022<br />
Codice Catastale C199<br />
Denominazione Abitanti: caselluccesi<br />
Santo Patrono: San Nicola di Bari<br />
Festa Patronale: 6 dicembre</p>
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